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Sacro di Birmania

sacro di birmania

Il Sacro di Birmania è un gatto con un buon carattere, molto affettuoso che può soffrire di solitudine. Conosciamolo meglio attraverso la sua storia e le sue caratteristiche…

Origine: Birmania

 

Categoria: 2 – peli semilunghi ( dal 2016 le categorie fife verranno cambiate e verrà spostato insieme ai ragdoll e al turco van in 1 categoria con persiani ed esotici)

 

Leggenda

Il sacro di birmania ha una leggenda molto affascinante riguardo alla sua nascita come razza.

Si dice infatti che nel XVII presso il lago Incagoudji, in Birmania, vivesse il popolo Khmer, un popolo molto religioso che era solito costruire templi dedicati alle loro divinità. Uno di questi era dedicato alla dea Tsun-Kian-Tse. La dea della reincarnazione era rappresentata con un’enorme statua d’oro massiccio e i suoi occhi erano formati da due preziosi zaffiri blu. I monaci Kittah vivevano in armonia nel tempio insieme a 100 gatti bianchi dagli occhi gialli. Una sera il tempio fu violato da dei mercenari che nel tentativo di saccheggiarlo, uccisero il Gran Sacerdote che stava meditando insieme al suo gatto Sinh.
Il fedele animali vedendo il suo adorato padrone morente, gli salì immediatamente sul petto, fissando intensamente gli occhi della statua della Dea, chiedendo giustizia.
Mentre il monaco esalava l’ultimo respiro avvenne la magia: il manto bianco candido del gatto diventò dorato come il corpo della dea, il muso, le zampe e la coda presero il colore scuro della terra, mentre i piedi che erano a contatto con il corpo esanime del sacerdote rimasero bianche a simboleggiare la purezza.
Gli occhi invece diventarono blu intenso, come gli zaffiri della statua.

Secondo la leggenda, l’anima del Gran Sacerdote trasmigrò in quella del suo devoto Sinh, che per permettere al suo adorato padrone di riposare in pace, si adagiò ai piedi della statua e si lasciò morire.
Anche gli altri 99 gatti avevano subito la stessa trasformazione, e furono loro a scegliere il successore del Gran Sacerdote, unendosi in cerchio attorno al monaco più giovane.
Da allora quei gatti vennero considerato sacri, in quanto ritenevano che fosse la stessa Tsun-Kian-Tse a servirsi di loro per designare il prescelto fra i monaci.

Storia

La storia del Birmano invece è più incerta. Ci sono diverse teorie.

Secondo la prima versione, la prima birmana riconosciuta fu Poupée de Madalpour, che fu presentata per la prima volta in Francia nel 1920 ad un esposizione felina. A quanto pare Poupée era figlia di una coppia di gatti acquistati a caro prezzo dai monaci Kittah da Madame Thadde-Hadish. Durante il lungo viaggio di ritorno versa casa, il maschio Madalpour morì. Fortunatamente la femmina era gravida e la figlia fu chiamata Poupée de Madalpour in memoria del padre.

Secondo un’altra versione invece un servitore infele rubò una coppia di gatti dal tempio di Lao-Tsun per rivenderli all’americano Vanderbilt. All’epoca erano sempre considerati animali sacri ed era proibito portarli fuori dal tempio.

Infine si dice anche che August Pavie e Gordon Russel portarono in francia nel 1919 una gatta gravida proveniente direttamente da un tempio birmano.

Per far progredire la razza, e aumentare i colori possibili, i birmani furono accoppiati sia con i siamesi, che con i persiani chinchillà.

Aspetto Generale

Il birmano è un gatto di taglia media, dal pelo semi-lungo.

La testa è arrotondata, con il mento forte, il naso romano e la fronte bombata.
Le orecchie devono essere medie e piazzate ai lati della testa.
Gli occhi non devono essere troppo tondi, preferibilmente a mandorla e di un blu il più scuro possibile.
Il corpo è lievemente allungato con zampe corte e forti.

Le femmine raggiungeranno da adulte 3-4 kg di peso.
I maschi sono leggermente più grossi arrivando a pesare anche 6kg.

La pelliccia è setosa, folta sul corpo con scarso sottopelo e più lunga attorno al collo, formando la gorgiera.
La coda è lunga e viene portata dritta a pennacchio.

Oltre agli occhi, la peculiarità della razza è il cosiddetto guantaggio: cioè la parte finale della zampa che deve essere bianca. Il bianco non deve superare l’articolazione, ed inferiormente, la zona fra le dita e il metacarpo. Deve inoltre essere il più possibile simmetrico.
Nelle zampe posteriori inoltre il guanto deve terminare a V rovesciata che si estende da metà a tre quarti dello spazio tra piede e garretto.
Guantaggi più bassi o più alti sono ammessi purchè non superino il garretto.

Il birmano è un gatto colourpoint, vale a dire che il colore si presenta solamente sulle estremità: muso, orecchie, zampe, coda e genitali.
Il resto del corpo è color guscio di uovo, più chiaro o scuro a seconda del colore dei points del gatto.

I colori ammessi sono 20: il seal (il nero), il chocolate (il marrone), il red (il rosso) ed i loro diluiti blue (grigio), lilac (cipria) e cream (crema).
Inoltre le femmine possono essere anche tortie, cioè avranno una distribuzione casuale di rosso e crema con uno degli altri colori.
Tutti questi colori posso inoltre essere anche tabby, cioè avere le classiche striature dei gatti tigrati europei.

Il contorno occhi è bianco, così come il bordo interno delle orecchie e sotto al naso presenta “due impronte digitali’’ bianche, proprio sopra la bocca. La coda è ad anelli. Il naso ha il bordo colorate e dentro è rosa.

Carattere

Il temperamento del gatto birmano è semplicemente unico.
È molto affettuoso e pretendo il contatto con il padrone.

Per questo motivo è particolarmente indicato per bambini ed anziani.

Soffre però di solitudine, perciò se deve essere lasciato sole per molte ore, è indicato fornirgli una compagnia, che non deve necessariamente essere un altro gatto. Il gatto sacro di birmania infatti lega con gli altri animali come cani e conigli.

È un gatto tranquillo, adatto alla vita in appartamento.

Salute

Il gatto sacro di birmania non soffre di particolari patologie legate alla razza. Come tutti i gatti però con l’invecchiare vanno tenuti sotto controllo i reni.

La vita media è di 15 anni.

Cure

Il birmano non ha bisogno di particolari cure.

Non avendo il sottopelo, non importa spazzolarlo tutti i giorni perchè il suo pelo non tende a formare nodi. Una volta alla settimana è più che sufficiente.

È consigliato inoltre lavarli ogni 2-3 mesi, così da prevenire la formazione di boli.
Nel periodo di muta è consigliabile lavarlo più spesso così in un colpo solo perdono tanto del pelo morto.

Exotic shorthair

Exotic Shorthair
Origine Stati Uniti
Categoria 1
Sezione EXO Exotic

Storia

E’ stato selezionato dall’uomo negli Stati Uniti incrociando il gatto Persiano con l’American Shorthair e in Europa la si vede negli anni Ottanta.

E’ un tipo di persiano a pelo corto ma è razza a sè stante riconosciuta ufficialmente nel 1967.

Aspetto generale

Il gatto Exotic Shorthair è conosciuto come il persiano a pelo corto in quanto ha le medesime caratteristiche sia fisiche che di colori.

Il suo pelo anche se è corto è molto vaporoso e folto con un abbondante sottopelo che sembra sia sollevato dal corpo.

E’ un gatto di corporatura medio/robusta con un peso che si aggira intorno ai 5 kg

Carattere

E’ un animale docile e molto affettuoso anche se è è più vivace rispetto al persiano.

Cerca le coccole e il contatto con il padrone ed è molto paziente con i bambini; ama essere spazzolato e ammirato e i cuccioli sono meno vivaci rispetto ad altre razze.

Salute

Non è soggetto a particolari patologie, l’unica che si può riscontrare (così come nel persiano) è la Malattia del Rene Policistico (PKD) che è facilmente diagnosticabile.

La sua vita media è di circa 14 anni.

Cure

Anche se è un soggetto a pelo corto il suo pelo va spazzolato con regolarità soprattutto nel periodo della muta.

Per la sua conformazione del muso i suoi occhi sporgenti tendono a lacrimare molto e quindi vanno puliti molto spesso

Norvegese delle foreste

Norvegese delle foreste
Origine Norvegia
Categoria 2
Sezione NFO Norwegian Forest Cat
Tipo Pelo semi lungo

Storia

Le origini del gatto Norvegese delle foreste risalgono ai tempi dei vichinghi, che li utlizzavano come cacciatori di topi sia sulle navi che vicino alle loro abitazioni.

Intorno alla storia di questa razza ci sono poi tante altre leggende tramandate nei secoli.

Per ciò che riguarda il riconoscimento ufficiale bisogna fare un balzo in avanti fino al 1977.

Aspetto generale

E’ un gatto di taglia grande (5/7 kg), molto robusto, con corporatura lunga e struttura ossea solida.

E’ molto simile al Maine Coon da cui si differenzia per la forma della testa.

Il pelo è semi lungo, con folto sottopelo lanoso che lo rende impermeabile e adatto a sopportare le rigidi temperature scandinave.

Può avere diverse colorazioni, anche se lo standard di razza esclude lilla, cannella, cioccolato e point (la colorazione del siamese)

Carattere

Il gatto delle foreste norvegesi ha un carattere equilibrato, intelligente, giocoso, coccolone ma anche molto attivo, si adatta molto bene alla vita domestica anche se necessita di spazio per poter sfogare le energie.

Ha un forte istinto territoriale per cui è bene non tenere insieme due soggetti maschi a meno che non siano sterilizzati.

Salute

E’ un animale longevo la cui vita media si aggira intorno ai 16 anni e che non ha grossi problemi di salute, quelli a cui può andare incontro sono ereditari e si tratta di:

  • cardiomiopatia ipertrofica (HCM): patologia cardiaca che può essere diagnosticata con un ecocardiogramma;
  • displasia dell’anca
  • glicogenesi di tipo IV: patologia del metabolismo del glucosio che causa la morte dei cuccioli in breve tempo; può essere prevenuta con un test del DNA

Cure

Non richiede cure particolari il norvegese delle foreste, basta spazzolarlo una volta a settimana; questa operazione va fatta quotidianamente nel periodo della muta per evitare di fargli ingerire troppo pelo.

Lavarlo solo se strettamente necessario.

Origini del gatto domestico

origini del gatto

Il gatto ha origini molto antiche, fin dalla preistoria, anche se era molto diverso da quello odierno.

Per trovare i primi segni di domesticazione (processo messo in atto dall’uomo per ottenere un animale domestico partendo da uno selvatico) dobbiamo andare in Egitto tra il 2500 a.C. e il 2000 a.C., dove era considerato un ottimo cacciatore di topi e quindi poteva difendere i granai.

Venne così tanto apprezzato che la popolazione egizia sviluppò una vera e propria adorazione verso il felino tanto che era vietato ucciderlo o trasportarlo fuori dal paese (pena la morte) e quando moriva veniva imbalsamato con tutti gli onori del caso.

Dall’Egitto si diffuse prima in Asia (India e Persia), poi in Grecia e nell’Impero romano dove, oltre ad essere utilizzato per cacciare i topi, veniva considerato protettore delle pareti domestiche.

Approdato in Giappone come regalo all’Imperatore da parte della Cina, venne ben presto considerato come un vero e proprio porta fortuna.

Dopo che il gatto fu reso un compagno per l’uomo iniziarono vari incroci con soggetti selvatici locali per dar vita a nuove razze che con i secoli sono diventate quelle che conosciamo oggi.

Gatto Certosino

gatto certosino
Origine Francia
Categoria 3
Sezione CHA Chartreux
Tipo Pelo corto

Storia

Questa razza molto antica, sarebbe arrivata in Francia (dove ancora oggi è molto diffusa) dalle zone montagnose della Siria, dopo che le Crociate aprirono i collegamenti commerciali.

In epoca moderna il riconoscimento risale agli anni ’30 del XX secolo, ma si è rischiata l’estinzione del gatto Certosino dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Oggi è considerata una razza rara e molto pregiata.

Aspetto generale

Gatto di taglia medio grande (4-6 kg di peso), ha corpo massiccio e muscoloso, con pelo corto, fitto e lanoso con sottopelo, di colore grigio-blu, occhi di colore giallo carico.

Le femmine pur mantenendo le medesime caratteristiche sono più piccole e meno robuste del maschio.

Carattere

E’ dolce ed equilibrato, ha un buon carattere anche se è indipendente e con una forte personalità.

Si affeziona al padrone, non ama la solitudine e si fa coccolare solo quando lo decide lui.

E’ comunque adatto a persone anziane sole e a famiglie con bambini.

Salute

Il Certosino è un gatto longevo con una vita media di 13-14 anni.

Non soffre di particolari patologie e sopporta bene le temperature invernali (anche se come tutti i gatti ama stare al calduccio)

Cure

Il pelo va spazzolato una volta alla settimana, mentre occhi e orecchie si puliscono all’occorrenza.

Gatto Siamese

gatto siamese
Origine Thailandia
Categoria
4
Sezione SIA Siamese
Tipo Gatto a pelo corto

Storia

Il gatto siamese, originario del Siam (oggi Thailandia) è arrivato prima in Europa (1871) e poi in America (1890) dove ebbe un enorme successo.

Utilizzato per ibridare moltissime razze negli anni Sessanta venne modificato facendo nascere così l’attuale siamese.

Aspetto generale

E’ un gatto di taglia media (peso tra i 4 kg e i 5 kg) di corporatura snella, di colore uniforme chiaro e zone più scure (points) su muso, zampe e coda, gli occhi sono blu.

Ha un aspetto elegante e agile.

Un’altra caratteristica sono i suoi vocalizzi, molto particolari, che sembra quasi possa “dialogare” con le persone

Il balinese è la versione a pelo semi-lungo.

Carattere

Ha un carattere estroverso, esuberante e giocherellone; è molto fedele al padrone ed è facilmente addestrabile tanto che si può abituare anche al guinzaglio.

E’ adatto a chi vuole un compagno molto presente ed affettuoso e non si addice a persone molto nervose e poco pazienti.

Soffre se sta troppo tempo da solo ed è molto sensibile ai rimproveri quindi va educato con molta pazienza e gentilezza.

Salute

E’ un animale che non presenta particolari patologie, le uniche che si possono riscontrare sono causate da accoppiamenti sbagliati (e questo vale per tutte le razze), quindi è sempre bene rivolgersi a allevatori specializzati.

E’ un gatto molto longevo, la sua vita media è di circa 15/16 anni ma può arrivare anche a 20.

Cure

Non richiede particolari cure al mantello però non ama il freddo e gli sbalzi di temperatura quindi è un perfetto gatto da appartamento.

Gatto Persiano

gatto persiano
Origine Gran Bretagna
Categoria 1
Sezione PER Persian

Storia

Il gatto persiano è una razza oggi considerata molto bella e pregiata selezionata totalmente dall’uomo circa un centinaio di anni fa.

Discende dal gatto d’angora di cui si hanno notizie a partire dalla metà del Cinquecento grazie all’esploratore italiano Pietro della Valle che racconta di aver visto in una provincia della Persia dei gatti dal lungo mantello.

Successivamente notizie di questi gatti a pelo lungo si hanno grazie allo scienziato e archeologo Nicolas Fabri de Peiresc che nei suoi scritti racconta di gatti meravigliosi a pelo lungo.

A lui si deve la prima importazione dei gatti d’angora dalla Turchia.

Aspetto generale

Il persiano è una razza recente nata dalla selezione dell’uomo e oggi considerata una delle razze più belle e pregiate.

Ha corpo sodo e massiccio con zampe corte e tozze, il muso è arrotondato e schiacciato, ha naso infossato e orecchie piccole.

Il pelo è lungo e le colorazioni sono svariate; tra le più diffuse ricordiamo: bianco, blu, nero, rosso, crema, lilac, chocolate.

Varietà

Ci sono diversi tipi di gatto Persiano che a seconda del disegno del pelo prende diversi nomi.

  • solido : è la varietà con il pelo di un unico colore e senza striature. I colori possono essere bianco, blu, crema, cioccolato, lilla, nero, rosso.
  • tabby : hanno il disegno tipico del gatto selvatico e ci sono diverse varianti sia per ciò che riguarda le striature che per i colori.
  • multicolor : hanno diverse pezzature di bianco e colore.
  • particolor : sono gatti con più mescolanze di colori e sono quasi totalmente femmine e i pochi maschi esistenti sono sterili.
  • colorpoint o himalayan : hanno gli occhi color blu zaffiro e hanno la colorazione del gatto siamese.
  • chinchillà : la sua caratteristica è di avere gli occhi verde smeraldo e le palpebre, il tartufo e le labbra cerchiate del colore del mantello.

Carattere

Ha un carattere docile, pacifico ed è molto affettuoso.

Ama la vita casalinga e la sua attività preferita è quella di spostarsi nelle varie stanze della casa per dormire su poltrone, divani, sedie e letti.

Salute

Il persiano è un gatto soggetto al rene policistico, malattia genetica che si sta cercando di debellare con la selezione in quanto è genetica (la legge prevede inoltre l’obbligo del test per i soggetti riproduttori per la registrazione al libro genealogico).

Inoltre, a causa della conformazione del muso, può avere problemi respiratori e dentali a causa di un’errata chiusura della bocca che porta a una cattiva alimentazione.

Infine c’è la possibilità che soffra di displasia dell’anca, anche questa è debellabile grazie a un’attenta selezione.

La sua vita media si aggira intorno ai 15 anni

Cure

Necessita di molte cure; in particolare il pelo che va pettinato tutti i giorni e lavato regolarmente per scongiurare il rischio di nodi e gli occhi che vanno puliti quotidianamente per non rischiare fastidiose congiuntiviti a causa dell’ abbondante lacrimazione dovuta alla conformazione del naso che non permette lo scarico del muco.