Malattie

Dermatiti

dermatite cane

Sempre più spesso Fido e Micio presentato prurito e problematiche della pelle, le così dette DERMATITI.

Possono essere provocate da diversi fattori e in questo articolo le vedremo in modo generale per poi approfondirle in seguito.

  • parassiti: il nostro animale potrebbe essere allergico alla saliva delle pulci e anche un solo morso potrebbe creare seri problemi. Altri parassiti che potrebbero scatenare una dermatite sono: pidocchi, lieviti, acari e funghi.
  • intolleranze alimentari: anche i nostri amici possono avere reazioni negative ad alcuni componenti alimentari. In questo caso il veterinario darà indicazioni per capire qual è l’alimento che disturba e successivamente consiglierà l’alimentazione più appropriata.
  • altre allergie: così come succede a noi anche cane e gatto possono avere delle allergie che causano prurito come ad esempio pollini, polvere, prodotti chimici ecc.
  • stress: anche Fido e Micio possono soffrire di stress e reagire grattandosi in modo continuativo e vigoroso (anche se non hanno prurito) o mordicchiandosi, provocando così delle dermatiti con conseguenti lesioni.
  • disturbi ormonali: vari disturbi ormonali come ipotiroidismo, ipergonadismo, ipogonadismo (per citarne alcuni) causano dermatiti diffuse o localizzate.

Qualsiasi sia l’origine del prurito è bene sempre non sottovalutare la situazione e portare tempestivamente l’animale dal veterinario, che potrà fare una diagnosi precisa.

Ricordiamoci infatti che la dermatite è una reazione a qualche altra problematica più seria (come abbiamo visto); inoltre, se trascurata, può aggravare ulteriormente la situazione in quanto il continuo grattarsi provoca lesioni che si possono infettare.

Ipertermia (colpo di calore)

colpo di calore cane

L’estate è arrivata e si è manifestata subito con un gran caldo e un’umidità elevata.

E come ogni anno i consigli per sfuggire al caldo e per la salute si sprecano. E per i nostri amici pelosi?

Sembra quasi che non corrano rischi e invece non è così…. Anzi per loro un colpo di calore potrebbe essere fatale!!!!

Cani e gatti non sudano come gli esseri umani ma cercano di fare scendere la temperatura ansimando (soprattutto i cani), ma se questa operazione non riesce per particolari situazioni ecco che si alza il calore corporeo e l’animale inizia a stare male.

Sintomi

I sintomi del colpo di calore sono:

– aumento dell’ansimazione;
– perdita eccessiva di bava dalla bocca e dal naso;
– fauci secche;
– gengive di colore scuro;
– senso di vertigine;
– l’animale barcolla e/o non riesce ad alzarsi da terra;
– svenimenti e perdita di conoscenza che possono portare al coma e poi alla morte.

In caso di colpo di calore bisogna intervenire tempestivamente innanzitutto mettendo l’animale in un posto fresco e ventilato ( utilizzare anche un ventilatore ), poi facendo impacchi freschi (non freddi nè gelati) o con alcool sul collo, nella regione inguinale e sotto le ascelle.

Offrire acqua fresca senza costringere a bere e portare immediatamente l’animale dal veterinario.

Per prevenire il colpo di calore basta seguire piccoli accorgimenti:

  • MAI lasciare l’animale in macchina anche se ci sono i finestrini aperti e la giornata non sembra particolarmente calda.
  • In estate cambiare sovente l’acqua nella ciotola in modo che sia sempre fresca.
  • I cani che vivono all’aperto devono avere zone d’ombra in ogni momento della giornata.
  • Evitare lunghe passeggiate e/o corse sotto il sole e/o nelle ore più calde.

Particolare attenzione deve essere fatta per gli animali anziani, con malattie e per i cani che hanno le vie aeree più corte a causa della conformazione del muso ( il classico “muso schiacciato” quindi boxer, bulldog, carlino ecc..)

Cardiomiopatia dilatativa del cane

Cardiomiopatia dilatativa del cane

La cardiomiopatia dilatativa è una malattia che colpisce cani adulti dopo i 4 anni di età soprattutto quelli di razze medio grandi e giganti.

Consiste in una dilatazione delle camere cardiache e questo non permette al cuore di contrarsi in modo adeguato

E’ una malattia molto grave che non ha cure definitive ma solo per alleviare i sintomi e ha un tasso di mortalità molto alto in quanto spesso il cane muore senza aver manifestato alcun sintomo (malattia occulta).

Sintomi

Quando compare la sintomatologia si riscontra respiro corto e affannoso, difficoltà nei movimenti, tosse, letargia, collasso, perdita di appetito ma solo con approfonditi esami si può avere una diagnosi certa.

Come prevenzione è buona norma per i cani a rischio un controllo cardiologico dopo il terzo anno di vita.

Displasia dell’anca

displasia dell anca nel cane

Durante la crescita di un cucciolo bisogna fare attenzione a diversi fattori, se poi il nostro cucciolo diventerà un cane di taglia medio grande allora una particolare attenzione va fatta all’articolazione del bacino e dell’anca che potrebbe manifestare la cosiddetta displasia.

Ma che cos’è questa patologia?

La displasia dell’anca è una malformazione della testa del femore che non si adatta adeguatamente alla cavità del bacino che dovrebbe contenerla e questo porta all’erosione della cartilagine con conseguenti problematiche di deambulazione dell’animale.

Quindi è bene far controllare il cucciolo fin dai primi mesi di vita in modo a poter agire in tempo in caso di diagnosi positiva.

Un altro modo per prevenire la displasia dell’ anca nel cane in caso di cucciolo di razza fare molta attenzione al pedigree perchè il fattore ereditario è molto importante (teoricamente sarebbe opportuno sapere esattamente tutta la genealogia del cucciolo).

Come si manifesta la displasia anca?

Inizialmente il cane zoppica in modo più o meno evidente ma continuando l’attività fisica smette mentre successivamente il zoppicare non sarà più saltuario ma continuativo fino a che il cane camminerà in maniera scomposta.

Gli interventi per questa patologia sono di 3 tipi:

  • terapia conservativa: è indicato in casi di displasia leggera o con cani adulti e consiste nella variazione sia dell’attività fisica che della dieta.
  • terapia farmacologica: come nel caso precedente è indicata in casi non gravi e in cani adulti e consiste nella somministrazione di antinfiammatori non steroidei.
  • terapia chirurgica: che può essere ricostruttiva, a scopo palliativo o sostitutiva a seconda dei casi

Leucemia Virale Felina (FeLV)

felv leucemia felina

La leucemia felina è una forma di cancro provocata da un virus che si trasmette tramite saliva e secrezioni nasali (principalmente), urine, feci, ciotole e cucce infette e anche da mamma a figlio.

Non viene trasmessa all’uomo né ad altri animali.

Una volta contagiato il virus si annida nel midollo osseo e a questo punto si possono verificare tre ipotesi:

  • transitoria: il sistema immunitario del gatto riesce a neutralizzare il virus;
  • latente: il virus rimane nel midollo ma senza attivarsi. La situazione può cambiare in seguito ad altri avvenimenti come cure o infezioni;
  • persistente: l’animale manifesta sintomi di malattie secondarie e nel giro di qualche anno muore.

Sintomi della leucemia felina

In generale se si notano determinati sintomi si può pensare che il gatto sia stato colpito da leucemia felina:

  • perdita di appetito;
  • perdita di peso;
  • ingrossamento dei linfonodi;
  • stomatite e gengivite;
  • pelo rovinato;
  • febbre;
  • diarrea;
  • varie infezioni;
  • patologie oculari

Per diagnosticare la FeLV ci sono due tipi di test sul sangue e per avere la certezza spesso è consigliato eseguirli entrambi.

Non vi è una cura specifica per la malattia, una volta contratta il gatto rimane contagioso per tutta la vita e ogni cura serve per migliorare la situazione e far vivere l’animale nel miglior modo possibile ma si può prevenire in quanto non esiste il vaccino.

Giardiasi

giardiasi

La giardiasi è una malattia causata da un protozoo chiamato Giardia che infetta l’animale, sotto forma di cisti, se questo viene in contatto con acque o feci contaminate. Può infettare anche l’uomo.

La Giardia si annida nell’intestino e dalla forma cistica, quindi inattiva, passa alla forma attiva, si divide formando altre cisti che vengono rilasciate con le feci.

L’infezione è molto diffusa e nella maggior parte dei casi è asintomatica.

Sintomi

La malattia vera e propria è più rara e si manifesta con:

  • diarrea che può essere persistente o meno;
  • dimagrimento malgrado l’animale continui a mangiare regolarmente;
  • nausea;
  • febbre.

E’ difficile da diagnosticare in quanto il parassita è molto piccolo; per questo servono esami delle feci ripetuti e specifici.

Per il trattamento ci sono diversi tipi di farmaco a cui bisogna accompagnare una minuziosa pulizia e disinfezione dell’ambiente dove vive l’animale.

Per prevenire questa infezione è bene non fare entrare in contatto l’animale con i veicoli di contagio: non far bere acqua di pozze o stagni o comunque dove c’è acqua non potabile e bisogna fare attenzione alle feci degli altri animali che potrebbero essere infette.

Tumore del cane e del gatto

tumore nel cane

Anche i nostri animali sono soggetti ai tumori e fortunatamente sempre più proprietari sono attenti a questo tipo di problematica.

Ci sono tanti tipi di cancro che possono colpire sia il cane che il gatto, i maschi e le femmine o anche tipi specifici per alcune razze piuttosto che altre.

In ogni caso anche per loro è imposrtantissima una diagnosi precoce; quindi oltre a un check-up regolare l’osservazione del nostro animale può fare la differenza.

Sintomi del tumore nel cane e gatto

Ma quali segnali, in particolare, ci possono far sospettare un tumore?

  • perdita di peso;
  • perdita di appetito;
  • difficoltà a muoversi;
  • difficoltà a respirare, defecare, urinare;
  • tumefazioni che non guariscono e/o si ingrossano o provocano un prurito continuo;
  • perdita di sangue o altra sostanza dalle aperture naturali;
  • ferite che non si rimarginano o che l’animale tocca frequentemente;
  • dolore continuo: potrebbe essere sintomo di tumore osseo, muscolare o del tessuto nervoso;
  • difficoltà nel mangiare e nel deglutire: potrebbe essere sintomo di tumore della bocca o del collo;
  • emana odori particolarmente forti: potrebbe essere sintomo di tumore di naso, bocca o ano.

Indipendentemente che questi sintomi possano essere l’inizio di un tumore o meno, è bene non sottovalutare mai NESSUN segnale anormale che il cane o il gatto manifesta, interpellando il medico veterinario di fiducia che potrà intervenire tempestivamente con la cura adeguata qualsiasi sia la diagnosi.

Tumore mammario del cane e del gatto

tomore mammario cane

Il tumore mammario è fra i più frequenti, ciò è dovuto anche al fatto che non si percepisce la sterilizzazione come metodo preventivo.

Infatti per la maggior parte dei casi la causa è di tipo ormonale perchè gli ormoni prodotti dalle ovaie durante i ripetuti calori agiscono sul tessuto mammario e ne causano la trasformazione cellulare; per cui è bene sterilizzare prima della comparsa del primo calore.

Non è assolutamente un’alternativa la somministrazione di farmaci per prevenire il calore in quanto aumentano ancora di più il rischio tumorale.

Se a un regolare controllo il medico veterinario sente dei noduli alle mammelle (o ce ne accorgiamo noi) bisogna intervenire il più velocemente possibile anche per stabilire se sono di tipo benigno o maligno.

I tumori benigni aumentano di volume lentamente e non tendono a diffondersi, però possono ulcerare e infettarsi, perchè la pelle che li ricopre si assottiglia.

In questo caso una volta asportati non servono cure specifiche ma sono molto importanti controlli regolari.

Il tumore maligno invece si sviluppa velocemente e si diffonde con metastasi anche ad altri organi (frequentemente nei polmoni).

Questa tipologia porta alla morte delll’animale quindi è ancora più necessario intervenire tempestivamente.

Una volta asportato chirurgicamente il tumore, deve essere analizzato perchè ne esistono di diversi tipi con differente aggressività.

Successivamente alla rimozione devono essere fatti controlli regolari molto ravvicinati, è bene sterilizzare e può essere necessario l’utilizzo di chemioterapici.

Non sempre però si può procedere ad un intervento chirurgico ed è per questo che vengono effettuati degli esami di routine per verificare la situazione generale dell’animale.

In caso gli esami non siano buoni o ci sia uno stadio terminale l’intervento può essere sconsigliato e si procede con cure che assicurino una migliore qualità della vita.

Come abbiamo visto i tumori mammari sono molto diffusi nelle femmine, ma possono colpire anche i maschi, anche se raramente, ed in questo caso sono solitamente maligni.

E per una buona prevenzione cosa bisogna fare?

Il veterinario consiglia la sterilizzazione prima della comparsa del primo calore e regolari palpazioni mammarie durante tutta la vita dell’animale.

Peritonite infettiva felina (FIP)

peritonite infettiva felina

La peritonite infettiva felina è una patologia provocata da un virus che può evolversi nella malattia vera e propria (con una mortalità molto alta) o nell’enterite felina (il gatto in questo caso guarisce rapidamente).

Non è contagiosa né per l’uomo né per altri animali.

Si trasmette attraverso mucose, feci e urine e da madre a figlio e il virus può resistere all’ambiente per diverso tempo.

Sintomi

Inizialmente compare una leggera enterite che poi può svilupparsi in due modi differenti:

  • forma secca: presenza di granulomi in vari organi come intestino e reni. E’ più difficile da diagnosticare;
  • forma umida: si forma del liquido a livello addominale.

Altri intomi della fip peritonite infettiva felina sono:

  • febbre
  • apatia
  • diarrea e periodi di stitichezza
  • se colpisce i reni l’animale fatica a trattenere la pipì che può presentare anche tracce di sangue
  • anoressia e dimagrimento.

La diagnosi non è facile e attualmente si fa un esame delle feci e una biopsia.

Non esiste una cura specifica in quanto ogni medicinale serve a tenere sotto controllo i vari sintomi e per ora non esiste un vaccino.

Toxoplasmosi

toxoplasmosi gatto

La toxoplasmosi è una malattia parassitaria causata dal parassita Toxoplasma gondii.

La toxoplasmosi è una di quelle malattie su cui si dice di tutto e di più e che spesso porta all’abbandono di tanti gatti, soprattutto quando la proprietaria rimane incinta.

Vediamo di fare un po’ di chiarezza….

Il gatto si infetta cibandosi di piccoli roditori o uccelli e il protozoo Toxoplasma gondii si annida nell’intestino per riporodursi.
Successivamente il gatto con le feci elimina anche le cisti che possono infettare altri animali e accidentalmente anche l’uomo.

Quindi l’uomo (così come gli altri animali) per infettarsi deve entrare in contatto per via orale con le feci o la terra contaminata da esse che comunque diventano infettanti solo dopo giorni e una temperatura adatta.

La maggior parte dei casi di contaminazione per l’uomo quindi non è causata dal gatto infetto (l’uomo di solito non entra in contatto con le feci del gatto e successivamente mettersi le mani in bocca) ma dall’assunzione di carne cruda o poco cotta soprattutto agnello e suino (la salsiccia cruda che oltre alla toxoplasmosi può trasmettere anche la tenia) e meno di bovino e verdure crude non lavate bene.

La toxoplasmosi può colpire anche il cane e si può manifestare in 3 forme diverse:

  • acuta: i sintomi sono febbre elevata, vomito, diarrea e segni di broncopolmonite; spesso l’animale muore.
  • subacuta: ha gli stessi sintomi della forma acuta ma più attenuati.
  • cronica: può essere sintomatica o asintomatica e può portare anemia e dimagrimento.

Cimurro ed altre virosi si possono associare alla toxoplasmosi.